| Invito a Lampedusa per l'On.Le Di Benedetto |
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| Scritto da AcquaDiPoppa | |
| sabato, 21 novembre 2009 18:00 | |
“Invitiamo l’On. Di Benedetto per un excursus sulla più grande delle Pelagie, affinché possa comprendere alcune verità nascoste. – inizia così la prima denuncia (ne seguiranno altre) che il Sindaco delle Pelagie Bernardino De Rubeis intende portare avanti – Adesso basta, a tutto c’è un limite. Non è più possibile continuare in un clima così pesante. Il consigliere di opposizione Giuseppe Palmeri, sta continuando la sua scellerata attività di denuncia continua, senza considerare assolutamente le conseguenze che la sua condotta sta determinando. Da mesi oramai, infatti, i dipendenti comunali passano le giornate a produrre documenti per rispondere alla miriade di richieste che pervengono da diversi uffici regionali e che sono la conseguenza logica delle sue denunce. Si sta vivendo una semiparalisi delle attività amministrative e ciò comporta principalmente, un rallentamento considerevole nei servizi che una pubblica amministrazione deve dare alla popolazione. Eppure, il consigliere Palmeri sin dal primo momento del mio insediamento, è stato sempre informato di tutte le iniziative e i progetti di questa amministrazione comunale e abbiamo sempre accettato di buon grado, le proposte promosse dalla opposizione. Evidentemente però, Palmeri preferisce la linea dura senza esclusione di colpi diretti ed indiretti cercando anche appigli imprevisti, come le indagini giudiziarie che mi hanno interessato e delle quali, non intendo parlare dal momento che sono ancora in corso (al riguardo, voglio solamente affermare la mia totale disponibilità e fiducia per la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica di Agrigento); pur di arrivare al suo scopo, quello di sovvertire i risultati del consenso popolare, un consenso che hanno sempre visto Palmeri “perdente”. Addirittura, Palmeri, irriguardoso della mia condizione in stato di detenzione ed irrispettoso anche della mia famiglia, ha chiesto le mie dimissioni immediatamente e la nomina di un commissario. A questo punto però mi sono stancato di essere accusato sempre e comunque, adesso la verità la dico io. Invito ufficialmente l’Onorevole Giacomo Di Benedetto che (ignaro della verità), ha addirittura presentato una pesante interrogazione all'assessore alle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali della Regione Sicilia a venire qui a Lampedusa. Sin dal primo momento del mio insediamento, Egregio Onorevole Di benedetto, ho lottato per una sola cosa, il bene della popolazione delle Pelagie, mi creda. Per comprendere bene quali sono le motivazioni vere, che portano il diessino Giuseppe Palmeri ad un comportamento così violento e devastante contro il sottoscritto, devo spiegarle alcuni particolari. Da qualche tempo, abbiamo iniziato un profondo controllo del territorio ed è per questo, che sono venuti fuori i problemi. Problemi che coinvolgono la maggior parte dei parenti di Giuseppe Palmeri i quali hanno costruzioni abusive ed attività non in regola, su buona parte del territorio. E allora, ecco che questo Sindaco va immediatamente fermato, questo Sindaco se ne deve andare a casa, questo Sindaco non deve neanche permettersi di mettere il naso negli affari della riserva orientata, “magistralmente” diretta da sua Moglie, Giusi Nicolini una direttrice cieca solamente davanti agli abusi dei suoi parenti; questo Sindaco non deve guardare gli abusi che per anni sono stati perpetrati all’interno di quell’area di riserva; questo Sindaco non deve vedere un residence abusivo a Cala Croce privo persino degli scarichi fognari di proprietà del Palmeri e dei suoi parenti. Onorevole Di Benedetto glie lo ripeto, venga a Lampedusa, mi premurerò di accompagnarla io personalmente e la condurrò, abuso per abuso per tutta l’isola così la verità verrà fuori in tutta la sua crudezza. Verità! Altro che senso di giustizia, altro che cercare il bene della popolazione. Le farò vedere il vero volto del sig. Giuseppe Palmeri, le farò anche vedere in che condizioni versa la riserva orientata grazie anche alla discutibile gestione dettata dalla sua direttrice, che da sempre utilizza Legambiente come uno strumento politico e non certamente ambientalistico. Se la sig.ra Giusi Nicolini intende fare politica, scenda dalla cattedra di ambientalista e salga su quello della politica visto che vive di politica comunque, da oltre un trentennio. La direzione della riserva Onorevole Di Benedetto, a Lampedusa dovrebbe essere retta da una persona che abbia intanto le caratteristiche necessarie per svolgere una mansione così delicata (Giusi Nicolini non ha neanche i titoli se non quelli acquisiti dal periodi di direzione stesso della riserva orientata) e non intenda fare politica sul territorio. La sig.ra Nicolini sta persino tentando di denigrare, unitamente al marito Giuseppe Palmeri capo dell’opposizione (ma non ci sarà anche una lieve incompatibilità?) l’operato dei vigili urbani che anche due giorni fa, hanno trovato l’ennesima costruzione abusiva (denunciando la proprietaria) all’interno della riserva orientata, gestita da Legambiente. In quella zona purtroppo per la sig.ra Nicolini, insistono molte altre costruzioni abusive che i vigili urbani segnaleranno prossimamente con denunce alla Procura della Repubblica. A questo punto, a me sembra che non è più, una questione politica Onorevole Di Benedetto ma una questione privata; un modo per tutelare degli interessi economici illegali. Se ne sono accorti anche alcuni dei consiglieri comunali che fino ad un paio di giorni fa, erano accanto a lui. Il consigliere Giorgio Lazzara ad esempio, secondo lei, perché ha preferito la strada dell’autonomia lasciando il gruppo di opposizione? Perché evidentemente ha capito e con lui secondo me anche altri stanno comprendendo che la linea di Palmeri è una linea che verte esclusivamente alla difesa dei propri interessi e non a quelli dei pescatori o delle altre categorie lavorative e sociali dell’isola. L’epoca ed il dominio di certe famiglie su quest’isola è finito, e fino a quando avrò la possibilità di dire la verità, la dirò tutta fino alla fine. Io sono nato povero, provengo da una famiglia povera, io vengo dal popolo, vengo dalla piazza, una piazza che mi ha visto sempre in prima linea battendomi insieme a loro e non temo le minacce che Palmeri mi ha comunicato, in riferimento ad eventuali possibili sommosse popolari contro di me. La piazza conosce bene Giuseppe Palmeri e me, sa bene chi è lui e il suo nucleo familiare che da sempre occupa posti di rilievo sull’isola. Per quanto riguarda il sottoscritto, tutti gli abusi fatti da tutti i componenti della mia famiglia, sono stati regolarmente denunciati nel corso degli anni sia dai carabinieri che dai vigili urbani e questo, sempre e comunque, anche da quando sono diventato Sindaco delle Pelagie, non mi sono mai permesso di approfittare della situazione, anzi. Chiedo scusa a questo punto, se i miei toni possono sembrare infervorati ma la situazione è veramente al limite della sopportazione. Una questione meritevole di trattazione, riguarda la situazione politica che interessa me come Sindaco, purtroppo, da quando sono nati i miei problemi giudiziari, ho notato l’allontanamento di una certa parte politica. Io credo che la mia situazione giudiziaria sia anche nata par dare una risposta alle scelte forti che ho preferito fare tempo addietro, pur di non abbandonare il mio popolo in balia dei suoi problemi. Oggi, nonostante la mia situazione non si discosti molto da quelle nelle quali si trova una buona parte dei politici nazionali e regionali (le inchieste giudiziarie a carico di politici imperversano numerose su tutto il territorio nazionale), solo gli On.li Roberto Di Mauro e Michele Cimino da una parte e l’On.le Rudy Maira, che ha anche voluto difendermi nelle mie note questioni giudiziarie, stanno rispondendomi; non sto ottenendo risposte concrete invece proprio da qualche onorevole che come me fino a qualche anno fa, era soggetto ad inchieste giudiziarie di vario tipo. Le Pelagie hanno bisogno di risposte non di silenzi, è vero, ai silenzi dovremmo essere abituati ma mai come ora, c’è bisogno di un rilancio dell’economia, un rilancio per tutte le attività produttive delle nostre isole. Di risposte concrete. IL SINDACO BERNARDINO DE RUBEIS |
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“Invitiamo l’On. Di Benedetto per un excursus sulla più grande delle Pelagie, affinché possa comprendere alcune verità nascoste. – inizia così la prima denuncia (ne seguiranno altre) che il Sindaco delle Pelagie Bernardino De Rubeis intende portare avanti – Adesso basta, a tutto c’è un limite. Non è più possibile continuare in un clima così pesante. Il consigliere di opposizione Giuseppe Palmeri, sta continuando la sua scellerata attività di denuncia continua, senza considerare assolutamente le conseguenze che la sua condotta sta determinando. Da mesi oramai, infatti, i dipendenti comunali passano le giornate a produrre documenti per rispondere alla miriade di richieste che pervengono da diversi uffici regionali e che sono la conseguenza logica delle sue denunce. Si sta vivendo una semiparalisi delle attività amministrative e ciò comporta principalmente, un rallentamento considerevole nei servizi che una pubblica amministrazione deve dare alla popolazione. Eppure, il consigliere Palmeri sin dal primo momento del mio insediamento, è stato sempre informato di tutte le iniziative e i progetti di questa amministrazione comunale e abbiamo sempre accettato di buon grado, le proposte promosse dalla opposizione. Evidentemente però, Palmeri preferisce la linea dura senza esclusione di colpi diretti ed indiretti cercando anche appigli imprevisti, come le indagini giudiziarie che mi hanno interessato e delle quali, non intendo parlare dal momento che sono ancora in corso (al riguardo, voglio solamente affermare la mia totale disponibilità e fiducia per la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica di Agrigento); pur di arrivare al suo scopo, quello di sovvertire i risultati del consenso popolare, un consenso che hanno sempre visto Palmeri “perdente”. Addirittura, Palmeri, irriguardoso della mia condizione in stato di detenzione ed irrispettoso anche della mia famiglia, ha chiesto le mie dimissioni immediatamente e la nomina di un commissario. A questo punto però mi sono stancato di essere accusato sempre e comunque, adesso la verità la dico io. Invito ufficialmente l’Onorevole Giacomo Di Benedetto che (ignaro della verità), ha addirittura presentato una pesante interrogazione all'assessore alle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali della Regione Sicilia a venire qui a Lampedusa. Sin dal primo momento del mio insediamento, Egregio Onorevole Di benedetto, ho lottato per una sola cosa, il bene della popolazione delle Pelagie, mi creda. Per comprendere bene quali sono le motivazioni vere, che portano il diessino Giuseppe Palmeri ad un comportamento così violento e devastante contro il sottoscritto, devo spiegarle alcuni particolari. Da qualche tempo, abbiamo iniziato un profondo controllo del territorio ed è per questo, che sono venuti fuori i problemi. Problemi che coinvolgono la maggior parte dei parenti di Giuseppe Palmeri i quali hanno costruzioni abusive ed attività non in regola, su buona parte del territorio. E allora, ecco che questo Sindaco va immediatamente fermato, questo Sindaco se ne deve andare a casa, questo Sindaco non deve neanche permettersi di mettere il naso negli affari della riserva orientata, “magistralmente” diretta da sua Moglie, Giusi Nicolini una direttrice cieca solamente davanti agli abusi dei suoi parenti; questo Sindaco non deve guardare gli abusi che per anni sono stati perpetrati all’interno di quell’area di riserva; questo Sindaco non deve vedere un residence abusivo a Cala Croce privo persino degli scarichi fognari di proprietà del Palmeri e dei suoi parenti. Onorevole Di Benedetto glie lo ripeto, venga a Lampedusa, mi premurerò di accompagnarla io personalmente e la condurrò, abuso per abuso per tutta l’isola così la verità verrà fuori in tutta la sua crudezza. Verità! Altro che senso di giustizia, altro che cercare il bene della popolazione. Le farò vedere il vero volto del sig. Giuseppe Palmeri, le farò anche vedere in che condizioni versa la riserva orientata grazie anche alla discutibile gestione dettata dalla sua direttrice, che da sempre utilizza Legambiente come uno strumento politico e non certamente ambientalistico. Se la sig.ra Giusi Nicolini intende fare politica, scenda dalla cattedra di ambientalista e salga su quello della politica visto che vive di politica comunque, da oltre un trentennio. 



