 «Sostenete O’Scià, non fatelo morire». Scrive così, in una lettera datata 28 luglio, il primo cittadino delle Pelagie, Bernardino De Rubeis. La missiva oltre ad essere indirizzata al nostro giornale si rivolge anche al presidente della Regione, Lombardo, e ai parlamentari siciliani. Dal contenuto della lettera, si evince che De Rubeis è a conoscenza che l’evento O’Scià sta correndo il serio rischio che quest’anno possa non realizzarsi, rischio che è divenuto maggiormente concreto proprio quando si è appresa la lista degli eventi di attrazione turistica per il 2009 sovvenzionati dall’assessorato regionale al Turismo; elenco nel quale, non risulta essere incluso O’Scià. La mancata effettuazione di O’Scià sarebbe per l’isola un grave danno, tanto che lo stesso De Rubeis nonostante si trovi nel bel mezzo di una situazione giudiziaria che lo vede in custodia cautelare presso il carcere agrigentino della Petrusa, lancia anch’egli un appello. «Capisco che nella condizione in cui mi trovo temporaneamente preferirei la vostra vicinanza o solidarietà all’amministrazione o alla mia famiglia, non dico per me, è chiedere molto. Oggi mi rivolgo a tutti voi per ribadire ancora una volta la richiesta di aiuto economico che Lampedusa chiede alla Regione, per O’Scià per garantire l’edizione 2009. O’Scià cari onorevoli è nato per volontà del grande maestro Claudio Baglioni. E’ una manifestazione, un grande evento a carattere internazionale, non è un festival delle canzonette, è qualcosa di grande, una luce di speranza per tutti.
Perdere tempo facendo promesse non serve, è un comportamento irrispettoso verso la popolazione di Lampedusa e Linosa, che tanto ha fatto per il grave fenomeno dell’immigrazione. O’Scià nasce grazie al presidente Berlusconi da lui sempre sostenuto, insieme al governo nazionale, al ministro Maroni, e da altri. Oggi è arrivato il momento di poter rinnovare la stima, l’amicizia vera il riconoscimento per tutto quello che si è fatto con Claudio, la Fondazione O’Scià e i suoi ospiti per Lampedusa, per l’Italia, per il mondo. Sostenete O’Scià non fatelo morire». «Il mancato interesse da parte della Regione alla sovvenzione di O’Scià non è un danno solo per le Pelagie - dice il presidente di Sos Isole Pelagie, Salvatore Cappello - se O’Scià s’interrompe, è tutta la Sicilia che perde qualcosa. Il messaggio lanciato dall’evento, lo si può lanciare da qualsiasi parte del mondo, ma solo se parte da Lampedusa assume un valore significativo». CALOGERO MARIA SPARMA
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