 Grinta, idee innovative, dinamismo ed una voglia infinita di vedere risolti problemi atavici. Sono queste le caratteristiche e le motivazioni che stanno spingendo il neo assessore comunale Mauro Buccarello ad impegnarsi alacremente, sviluppando una serie di progettazioni già poste al vaglio di assessorati regionali e provinciali competenti. “Le idee certamente non mancano - ha dichiarato l’assessore Mauro Buccarello – non mi interessa quello che i miei predecessori hanno fatto quello che però è certo, è che non è più possibile perdere tempo. Lampedusa e Linosa hanno delle potenzialità sostanziali che vanno assolutamente sfruttate. Fino ad oggi, infatti, quasi tutto quello che si è creato a Lampedusa e Linosa, lo si è realizzato grazie ad iniziative private che in molte occasioni però, hanno messo a nudo dei limiti oggettivi e spesso, la mancanza quasi totale di professionalità e di competenza, nei diversi settori. Le Pelagie, potrebbero diventare ad esempio, un museo a cielo aperto. Abbiamo reperti archeologici e possibili percorsi archeologici meravigliosi, di cui nessuno sa nulla o quasi. Si tratta di reperti trovati durante scavi che la soprintendenza di Agrigento ed addirittura il laboratorio centro aereografico dell'università di Bari hanno realizzato qualche decennio fa. Grazie alla posizione al centro del Mediterraneo Lampedusa fu sin dall'antichità meta appetibile, come testimoniano i numerosi resti archeologici che è possibile rinvenire soprattutto sui fondali, ricchi di relitti di navi. Sul territorio isolano poi, sono stati ritrovati reperti ceramici come anfore, piatti di manifattura africana e scodelle del VI secolo d.c., centinaia di monete in bronzo della seconda metà tra il IV e il V secolo d.c.. Sono state riportati alla luce anche i resti di un abitato tardo romano e proto bizantino, situato proprio nel centro urbano, nelle vicinanze della centralissima Piazza comm. Brignone. Esistono, inoltre, conferme e molte tracce di insediamenti fenici, greci, romani ed arabi.
Lampedusa per intenderci, - ha proseguito l’assessore - fu frequentata fin dalla preistoria, probabilmente anche grazie alla sua posizione geografica che ancora oggi continua ad attirare diverse civiltà. Sui fondali dell'isola, il servizio di coordinamento ricerche archeologiche dell' assessorato regionale dei beni culturali (Scras) ha, recuperato pochi anni fa, tre cannoni appartenenti all'armata di Carlo V, si tratta di reperti importantissimi e che probabilmente sono quel che resta dell'affondamento di otto galere con mille uomini di equipaggio, avvenuto nel XIV secolo. I cannoni, si trovavano a bordo di otto galere dell' armata dell' imperatore, affondate nella notte del 4 luglio 1551. In poche parole, - conclude l’assessore – quello che cercherò di realizzare a breve sarà la creazione di percorsi archeologici sia a terra che in mare. Percorsi che possono diventare un valido diversivo, per coloro i quali preferiranno le Pelagie come meta delle vacanze estive. Ma oltre alla valorizzzione e quindi la fruizione dei siti sia in terra che in mare a Lampedusa ma anche a Linosa, la prima cosa che sto cercando di fare è aprire il museo che da quando è stato costruito, non è mai stato aperto. I reperti che potrebbero essere esposti sono custoditi nei magazzini della soprintendenza di Agrigento. Si tratta di migliaia di reperti archeologici tutti molto interessanti ed importanti, ritrovati durante gli scavi. Il museo si trova all’inizio della centrale Via Roma e sicuramente diventerà meta di tutti coloro i quali verranno a Lampedusa in ferie ma potrà anche diventare importante per gli scolari e gli studenti delle Pelagie, che avranno così uno strumento per gli studi che nella storia delle isole, non hanno mai potuto avere”. |