| «E se ci aiutasse Claudio Baglioni?» |
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| Scritto da AcquaDiPoppa | |
| lunedì, 13 ottobre 2008 19:42 | |
Il piccolo Stefano comunica con suo fratello Alfonso di 17 anni e sua sorella Gloria di 13 solo muovendo gli occhi. E proprio da quegli occhi di bambino di 10 anni, che viene fuori tutta la sua intelligenza. «La possibilità di poter dare a Stefano una vita normale c’è - dice la mamma Zina - ma purtroppo è in America e ha un suo costo. Per questo si sta chiedendo aiuto a tutti». L’«ossigenoterapia» – così si chiama la terapia alla quale Stefano si dovrebbe sottoporre in Florida negli Stati Uniti – è una tecnica che mediante l’utilizzo di tute speciali permette al paziente di ricevere il trattamento medico necessario». «Siamo già stati a Miami - continua la mamma - per fare le visite di valutazione preventive e le speranze di un ritorno alla normalità ci sono. Grazie all’arcivescovo monsignor Francesco Montenegro, siamo riusciti ad aprire un dialogo con tutte le parrocchie della provincia. Abbiamo contattato anche tutte le forze dell’ordine, e si stanno attivando anche i comitati delle mogli dei corpi di Polizia e Carabinieri. Ma quello sul quale speriamo per avere un risultato positivo che possa garantire a Stefano le risorse necessarie per poter affrontare i 3 anni di terapia previsti, è l’aiuto da parte di qualcuno importante». A tal proposito una copia della lettera scritta dagli alunni delle quinte classi delle scuole elementari del plesso mons. Terranova di Aragona, è stata inviata in queste ore anche alla Fondazione O’Scià. In molti sperano che possa essere letta e presa in considerazione da Claudio Baglioni in persona.L’artista si è sempre dimostrato sensibile alle problematiche sociali, e si spera che possa interessarsi al caso e dare una mano e aiutare il piccolo Stefano. Al momento ci si augura che questo periodo di «semina» così come lo definisce Zina, possa terminare al più presto riuscendo ad avere il raccolto necessario per Stefano. Calogero Maria Sparma Fonte: www.lasicilia.it |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì, 13 ottobre 2008 19:42 ) |
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Il piccolo Stefano comunica con suo fratello Alfonso di 17 anni e sua sorella Gloria di 13 solo muovendo gli occhi. E proprio da quegli occhi di bambino di 10 anni, che viene fuori tutta la sua intelligenza. «La possibilità di poter dare a Stefano una vita normale c’è - dice la mamma Zina - ma purtroppo è in America e ha un suo costo. Per questo si sta chiedendo aiuto a tutti». L’«ossigenoterapia» – così si chiama la terapia alla quale Stefano si dovrebbe sottoporre in Florida negli Stati Uniti – è una tecnica che mediante l’utilizzo di tute speciali permette al paziente di ricevere il trattamento medico necessario». «Siamo già stati a Miami - continua la mamma - per fare le visite di valutazione preventive e le speranze di un ritorno alla normalità ci sono. Grazie all’arcivescovo monsignor Francesco Montenegro, siamo riusciti ad aprire un dialogo con tutte le parrocchie della provincia. Abbiamo contattato anche tutte le forze dell’ordine, e si stanno attivando anche i comitati delle mogli dei corpi di Polizia e Carabinieri. Ma quello sul quale speriamo per avere un risultato positivo che possa garantire a Stefano le risorse necessarie per poter affrontare i 3 anni di terapia previsti, è l’aiuto da parte di qualcuno importante». A tal proposito una copia della lettera scritta dagli alunni delle quinte classi delle scuole elementari del plesso mons. Terranova di Aragona, è stata inviata in queste ore anche alla Fondazione O’Scià. In molti sperano che possa essere letta e presa in considerazione da Claudio Baglioni in persona.



