| Eleonora Giorgi:«Racconto l’amore che salva»."L’ultima estate" Set a Lampedusa |
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| Scritto da AcquaDiPoppa | |
| lunedì, 07 luglio 2008 21:13 | |
Eleonora e la recitazione, prima volta all’alba dei diciotto anni nella "Storia di una monaca di clausura" di Tonino Cervi, con bacio a tutto schermo, e da allora cinema d’autore , con Alberto Lattuada, Liliana Cavani, Giuliano Montaldo, Dario Argento, Carlo Verdone, e cinema più commerciale. Eleonora e la regia, appassionatamente provata sei anni fa con la megastoria familiare "Uomini & donne, amori & bugie". Eleonora e la produzione, in cui si è lanciata un paio di anni fa con "Agente matrimoniale". Eleonora e il primo amore, oggi. Oggi, che in veste di regista e produttrice, Eleonora Giorgi ricomincia da "L’ultima estate" e, appunto, dal primo amore di due giovani che lei ha diretto con qualche stretta al cuore perché, come racconta, «l’amore che qui è rappresentato è totalizzante come ogni vero primo grande amore. E’ un amore straziante ed esplosivo che era ciò che volevo scrutare e indagare molto da vicino e io, raccontandolo, ho provato una grande nostalgia per quel sentimento che non si riprova, per quei diciotto anni che erano meravigliosi». E così provando Eleonora si è buttata di nuovo nell’avventura della regia e della produzione con la sua «Dharma Tre», con questa storia di due diciottenni piena di sole e d’ombra costruita sul caso, come tutto, e su un segreto. «I miei due protagonisti (due esordienti, Gabriele Penteriani e Francesca Ferrazza, che ho trovato in due licei di Roma) si conoscono in estate a Lampedusa. Lui, lì per lavorare, è il figlio di un uomo che sta scontando in carcere una condanna per un delitto non commesso, lei, una parolina confusa, è figlia del colonnello dei carabinieri che il padre di lui avrebbe ucciso.E che cosa salva, invece, un po’ ogni giorno Eleonora? «La curiosità, la voglia di reinventarmi, magari dando vita a una rassegna come quella cui tengo moltissimo e che a settembre avrà luogo a Lampedusa, "Il vento del nord", dedicata ai film del nostro Nord geografico, mischiando inediti assoluti, blockbuster e retrospettiva dedicata a Fassbinder. Ma mi salva anche il cinema che, dopo anni e anni, ancora mi fa scoprire cose nuove. Anche quando ne sono stata lontana il cinema mi ha trasmesso sempre energie». E la televisione? «La tv è un divertimento diverso, un’opportunità di cui sono felice. Per questo non smetterete di vedermi. Nei "Cesaroni" sarò un capo tremendo che la giovane Eva incontra appena inizia a lavorare nel mondo della moda. Io sono una perfezionista accanita e impietosa, una sorta di Miranda Priestley de "Il diavolo veste Prada" ma non lo sarò sino alla fine. Siamo in tv e alla fine diventerò a mio modo generosa. Sarò, invece, molto molto diversa nel "Fiore di cactus" con cui debutterò l’8 dicembre al Teatro Olimpico di Roma al fianco di Remo Girone». Così Eleonora che si chiama affettuosamente "l’avventuriera della vita" e non vuol farsi mancare niente. Su ogni palcoscenico.
SILVIA DI PAOLA Fonte: www.lasicilia.it
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì, 07 luglio 2008 21:15 ) |
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Eleonora e la recitazione, prima volta all’alba dei diciotto anni nella "Storia di una monaca di clausura" di Tonino Cervi, con bacio a tutto schermo, e da allora cinema d’autore , con Alberto Lattuada, Liliana Cavani, Giuliano Montaldo, Dario Argento, Carlo Verdone, e cinema più commerciale. Eleonora e la regia, appassionatamente provata sei anni fa con la megastoria familiare "Uomini & donne, amori & bugie". Eleonora e la produzione, in cui si è lanciata un paio di anni fa con "Agente matrimoniale". Eleonora e il primo amore, oggi. Oggi, che in veste di regista e produttrice, Eleonora Giorgi ricomincia da "L’ultima estate" e, appunto, dal primo amore di due giovani che lei ha diretto con qualche stretta al cuore perché, come racconta, «l’amore che qui è rappresentato è totalizzante come ogni vero primo grande amore. E’ un amore straziante ed esplosivo che era ciò che volevo scrutare e indagare molto da vicino e io, raccontandolo, ho provato una grande nostalgia per quel sentimento che non si riprova, per quei diciotto anni che erano meravigliosi». 



