| Comunicato del consigliere Brischetto: "Ci hanno dimenticati anche in campagna elettorale" |
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| Scritto da AcquaDiPoppa | |
| mercoledì, 02 aprile 2008 14:04 | |
"Non è possibile, che le isole Pelagie non interessino ai politici neanche in campagna elettorale. Lo dimostra il fatto anche che nessun politico sia arrivato sulle nostre isole in questo periodo elettorale ma forse, sarà per via del fatto che la nave Palladio della Siremar, continua imperterrita a non arrivare perché è sempre o quasi sempre guasta. Forse però, è possibile anche che i politici non hanno più promesse da poterci fare, dopo quelle fatteci dal dopo guerra ad oggi, promesse tutte rimaste regolarmente disattese. Per ottenere l'aeroporto negli anni 70, la popolazione delle Pelagie dovette compiere un gesto eclatante disertando le urne elettorali per ben due volte. Solo dopo quel gesto che superò il mare grazie ai giornali e alla televisione, l'allora Ministro degli Interni Taviani venne a Lampedusa per comunicare la data di inizio dei lavori per la costruzione dell'aeroporto e dell'asilo per i bambini. Oggi, non mi sento di escludere che possa esserci bisogno di una iniziativa eclatante del genere facendo si che si ripeta, quello che è già accaduto oltre un trentennio fa. Lampedusa terra di tutti e di nessuno, terra siciliana ed italiana quando si vota; terra dimenticata e di nessuno quando si tratta di darci una mano. Non siamo dei lamentatori come qualche ignobile figuro ha osato definirci tempo addietro perché noi non siamo abituati a lamentarci, noi lampedusani ci siamo fatti con le sole nostre forze e tutto quel che abbiamo, ce lo siamo costruiti con enormi sacrifici onestamente senza chiedere niente a nessuno. Lampedusa, luogo dove una intera categoria sta morendo ma non interessa a nessuno. I pescatori. Quella dei pescatori è una delle categorie più tartassate dalle difficoltà legate ai trasporti. Sono costretti a vivere un calvario senza eguali con problemi di vario tipo, il caro gasolio, i trasporti marittimi che funzionano a singhiozzo (un singhiozzo senza preavviso ovviamente) e che spesso comportano perdite economiche importanti all'intero indotto. Da una parte, c'è l'impegno di noi amministratori locali che è pressante, continuo, sentito e assiduo dall'altra, c'è l'impegno profuso (meglio dire non profuso) dai politici regionali e nazionali che vedono Lampedusa e Linosa esclusivamente come luoghi idonei per passarci qualche giorno in estate e per rastrellare qualche voto in periodo elettorale, non considerando minimamente quelli che sono invece i problemi che dovrebbero essere risolti. Da anni si parla delle carenze della Siremar ma la forza oscura che sorregge questa società marittima, riesce a non fare cambiare nulla. Le nostre isole sono imbavagliate da un sistema che evidentemente è così forte che neanche le denunce, i gridi di allarme, le querele, le regolari relazioni fatte dagli amministratori e presentate alla Regione e al governo centrale nel corso dell'ultimo anno, i titoli roboanti di giornali e televisioni che puntualmente segnalano i ritardi, le mancate partenze della nave per presunto maltempo o per annunciate avarie che stranamente si rivelano sempre più spesso a Porto Empedocle piuttosto che a Lampedusa, non sortiscono effetti. Basta. Siamo disgustati, stanchi, stomacati. Meno male, almeno, che a questo giro i signori della politica hanno capito che venire a Lampedusa per promettere, promettere e ancora promettere, potrebbe servire con molta probabilità solo a non essere votati meglio e quindi stanno rimanendo in silenzio, un silenzio rotto solo da squilli di telefono delle segreterie politiche che chiedono voti. Ci sarebbe bisogno di politici nuovi, politici del fare e non solo del dire. Politici che potrebbero aiutare le nostre isole una volta e per sempre. Uno dei pochi che è riuscito a darci una mano e ancora lo fa, è un certo Claudio Baglioni ma purtroppo per noi, e meno male per lui, non è un politico ma un semplice artista e con la sola forza della sua arte, è riuscito a fare quello che decine di politici non sono riusciti mai a fare, portare il nome di Lampedusa in tutto il mondo per la musica, per solidarietà, per amore e non per i soliti problemi, che non intendo neanche nominare". Santino Brischetto Vice presidente del Consiglio Comunale del Comune di Lampedusa e Linosa |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì, 02 aprile 2008 14:27 ) |
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"Non è possibile, che le isole Pelagie non interessino ai politici neanche in campagna elettorale. Lo dimostra il fatto anche che nessun politico sia arrivato sulle nostre isole in questo periodo elettorale ma forse, sarà per via del fatto che la nave Palladio della Siremar, continua imperterrita a non arrivare perché è sempre o quasi sempre guasta. Forse però, è possibile anche che i politici non hanno più promesse da poterci fare, dopo quelle fatteci dal dopo guerra ad oggi, promesse tutte rimaste regolarmente disattese. Per ottenere l'aeroporto negli anni 70, la popolazione delle Pelagie dovette compiere un gesto eclatante disertando le urne elettorali per ben due volte. Solo dopo quel gesto che superò il mare grazie ai giornali e alla televisione, l'allora Ministro degli Interni Taviani venne a Lampedusa per comunicare la data di inizio dei lavori per la costruzione dell'aeroporto e dell'asilo per i bambini. Oggi, non mi sento di escludere che possa esserci bisogno di una iniziativa eclatante del genere facendo si che si ripeta, quello che è già accaduto oltre un trentennio fa. Lampedusa terra di tutti e di nessuno, terra siciliana ed italiana quando si vota; terra dimenticata e di nessuno quando si tratta di darci una mano. Non siamo dei lamentatori come qualche ignobile figuro ha osato definirci tempo addietro perché noi non siamo abituati a lamentarci, noi lampedusani ci siamo fatti con le sole nostre forze e tutto quel che abbiamo, ce lo siamo costruiti con enormi sacrifici onestamente senza chiedere niente a nessuno. Lampedusa, luogo dove una intera categoria sta morendo ma non interessa a nessuno. I pescatori. Quella dei pescatori è una delle categorie più tartassate dalle difficoltà legate ai trasporti. Sono costretti a vivere un calvario senza eguali con problemi di vario tipo, il caro gasolio, i trasporti marittimi che funzionano a singhiozzo (un singhiozzo senza preavviso ovviamente) e che spesso comportano perdite economiche importanti all'intero indotto. 



