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Lampedusa: GRAVISSIMA ASSENZA DI SANITA' SULLA PIU' GRANDE DELLE PELAGIE PDF Stampa E-mail
Scritto da AcquaDiPoppa   
lunedì, 17 marzo 2008 11:37
ImageDopo avere speso oltre due miliardi di vecchie lire verso la fine degli anni 90, per aprire un centro di emodialisi "fantasma" all'interno del poliambulatorio di Lampedusa. Un centro mai aperto e che chiaramente è servito esclusivamente a sperperare soldi pubblici. I macchinari che arrivarono sull'isola all'epoca oggi non esistono più, in buona parte durante gli anni trascorsi si sono arrugginiti mentre una altra parte di macchine, furono portate in centri di emodialisi siciliani ma questa, è storia passata. Anche i locali del poliambulatorio che all'epoca furono adeguati per potere fare funzionare il centro di emodialisi "fantasma" rimanendo negli anni inutilizzati e chiusi si rovinarono ad un punto tale che per poterli riutilizzare per altri scopi, hanno avuto bisogno di notevoli e costosi lavori di ristrutturazione. Attualmente, sono più di 10 le persone dializzate (2 sono di Linosa) che  sono costrette a vivere in altre città con tutta la famiglia. Famiglie che da anni non possono rientrare sulle Pelagie e che negli ultimi mesi hanno costituito un comitato, per perorare la loro causa e potere rientrare finendo la loro vita nel luogo dove sono nati. Salvatore Gervasi pescatore lampedusano e dializzato per quasi un decennio, è morto lo scorso anno non potendo più vedere la sua amata isola da vivo. Gervasi amava Lampedusa più della propria stessa vita ed è e sarà per sempre nel nostro ricordo il suo sguardo, quando si parlava della sua isola dove era nato e cresciuto, lo sguardo di un padre, di un pescatore,  di una persona che mai si sarebbe allontanato dai propri cari e dalla propria terra lo sguardo di chi non piange ma dentro di se ha un dolore immenso. Questo dramma vissuto da queste famiglie, non può più essere ignorato.
L'Amministrazione comunale, retta dal sindaco Bernardino De Rubeis, sin dallo scorso mese di maggio, si è attivata per trovare una soluzione al problema chiedendo immediatamente alla ASL 6 di Palermo (Lampedusa e Linosa dipendono da Palermo e non da Agrigento per quanto concerne la sanità), di potere fare attivare un centro di emodialisi pubblico sull'isola. Perentoria la risposta della ASL 6, che tramite i propri vertici ha risposto che "E' antieconomico aprire un centro di emodialisi sulle Pelagie in quanto 10 dializzati sono pochi", come se una terapia "salvavita"come l'emodialisi dovesse sostanzialmente essere un business dal quale bisogna trarre dei profitti a tutti i costi o comunque, non perderci danaro. La BIOS S.r.L. di Santa Margherita Belice (AG), una azienda privata che si occupa di nefrologia e dialisi, conoscendo bene la situazione delle Pelagie, ha contattato alcuni mesi fa il sindaco De Rubeis, dando la propria disponibilità per aprire un centro di emodialisi a Lampedusa. L'incontro con il sindaco, è arrivato dopo che la BIOS s.r.l., aveva visionato decine di strutture di privati (appartamenti garage ecc.), ma nessuna di queste poteva essere utilizzata per l'uso nonostante gli spazi fossero sufficienti, in quanto tutti gli immobili non erano in regola con le vigenti leggi urbanistiche e pertanto, non autorizzabili per un scopi sanitari. L'amministrazione comunale vista la situazione e su pressione dei familiari dei 10 dializzati che occuparono pacificamente anche la stanza del sindaco, decide di concedere in affitto alla BIOS S.R.L., un'ala inutilizzata del centro diurno per gli anziani, una struttura comunale. A quel punto, nasce anche l'esigenza di ottenere le dovute autorizzazioni dall'assessorato alla sanità che in teoria, avrebbe dovuto spostare 4 posti letto per dialisi dalla Provincia di Agrigento a quella di Palermo. 
 
Il termine "teoria", non è stato utilizzato a caso e vedremo in seguito per quale ragione.

L'assessore La Galla, dopo avere ricevuto la richiesta dal comune, scrive ai suoi funzionari regionali dando il suo benestare ma, tutto si ferma per volontà dell'ispettore Saverio Ciriminna che da oltre due mesi, non può o non vuole dare risposte. Premesso che con d.l.32605 del 25/07/2000 G.U.R.S. del 15/09/2000 nr.42, venivano decisi i numeri di posti letto "per provincia" "e non per ASL" per i dializzati; è ovvio a questo punto che la affermazione fatta dal funzionario Ciriminna il quale sostiene che non è possibile trasferire posti letto da una provincia all'altra, è il frutto di una cattiva interpretazione del decreto legge stesso in quanto non si tratterebbe di un passaggio di posti letto per provincia ma bensì di ASL (ma se i posti letto sono stati distribuiti per provincia, cosa centra la competenza della ASL?). Viene spontaneo chiedersi a questo punto perchè Lampedusa e Linosa, provincia di Agrigento ma che dipendono dalla ASL di Palermo per quale ragione, deve vivere oltre ai tanti problemi che da sempre vive, un calvario come quello che stanno vivendo i nuclei familiari dei dializzati, per delle mere beghe burocratiche che vedono come unica anomalia (se di anomalia è possibile parlare) il fatto che c'è un comune che appartiene ad una ASL diversa da quella provinciale. Ultima considerazione, viene voglia di capire come è stato possibile che un centro fisioterapico privato sia stato autorizzato anni addietro a potere aprire con tanto di convenzione, dal momento che all'interno del poliambulatorio dell'isola già esisteva lo stesso servizio (ma non è una terapia salvavita come l'emodialisi). "Della questione, ha infine dichiarato il sindaco, parlerò sia con la magistratura che con sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, persona molto vicina alle nostre isole e sensibile alle nostre problematiche. Intendiamo riportare a Lampedusa questi 10 nuclei familiari. Altre due giovani donne lampedusane stanno per entrare in trattamento di emodialisi, non vorrei che anche queste debbano vivere lo stesso calvario vissuto dalle altre famiglie costrette a vivere fuori dal comune di Lampedusa e Linosa anche perché hanno figli ancora piccoli e non avrebbero neanche la possibilità economica per spostarsi da Lampedusa".
 
Il Sindaco
Bernardino De Rubeis 
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