| La musica italiana di ‘O’Scia’’ in tour per il Mediterraneo |
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| Scritto da AcquaDiPoppa | |
| lunedì, 25 febbraio 2008 17:17 | |
Ogni espressione della cultura e dell’arte può essere strumento efficace di integrazione e solidarietà. Ne è convinto il cantante italiano Claudio Baglioni che nel 2003 ha dato vita al progetto internazionale “O’Scia’”. Da sei anni sulla spiaggia Guitgia, meta fortuita di centinaia di clandestini, l’isola di Lampedusa si anima di musicisti e attori che danno vita ad una tre giorni all’insegna del dialogo tra culture. Internazionale per vocazione, il progetto “O’Scia’” allarga i suoi confini al Mediterraneo. Dopo aver suonato nel 2006 a Bruxelles nell’aula plenaria del Parlamento Europeo, nel 2007 al porto di La Valletta sull’isola di Malta, i numerosi artisti che hanno aderito all’iniziativa si esibiranno quest’anno in Senegal, Libia, Marocco e Canarie. Nominato ambasciatore italiano dell’’Anno Europeo del Dialogo interculturale’, Baglioni ha ribadito il ruolo essenziale della arti nel facilitare lo scambio e l’integrazione tra culture. “Tutte le arti popolari – ha spiegato il cantante – spostano gli uomini più dei viaggi. Nata come risposta al dramma dei migranti del Mediterraneo che sbarcano a Lampedusa, la manifestazione ha visto suonare ad oggi ben 160 artisti internazionali nel segno del dialogo interculturale e si allargherà anche ai linguaggi del teatro e del cinema”. “O’Scia’”, che letteralmente significa “Fiato mio”, “Mio respiro” prende il nome dalle parole con le quali la gente di Lampedusa si saluta in modo affettuoso.Ma “O’Scia’” è anche “Odori, suoni, colori, d’incontri d’arte”, l’acronimo che racchiude il senso di un progetto che nasce per promuovere l’integrazione tra etnie, culture e fedi, attraverso l’incontro e lo scambio del loro patrimonio di pensieri, parole, suoni, segni, forme, immagini, storie. Tra i numerosi artisti che si sono esibiti negli anni per “O’Scia’” Baccini, Bertè, Cocciante, Cochi e Renato, Di Michele, Fichi D’India, Marcorè, Raf, Massimo Ranieri, Renga, Mango, Minghi, Neffa, Cortellesi, Avion Travel, Bennato, Venditti, Geldof e Gerini. Convinti che la diversità sia un valore e che sia possibile l’incontro tra culture, tradizioni e religioni differenti perché accomunati nel dialogo dal linguaggio universale della musica e dell’arte, i sostenitori di “O’Scia” continueranno a promuovere la loro causa nel Mediterraneo ed in Europa perché di interesse europeo è il dramma dell’immigrazione clandestina ed europee dovranno essere le soluzioni possibili. Fonte: www.adnkronos.com
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Ogni espressione della cultura e dell’arte può essere strumento efficace di integrazione e solidarietà. Ne è convinto il cantante italiano Claudio Baglioni che nel 2003 ha dato vita al progetto internazionale “O’Scia’”. Da sei anni sulla spiaggia Guitgia, meta fortuita di centinaia di clandestini, l’isola di Lampedusa si anima di musicisti e attori che danno vita ad una tre giorni all’insegna del dialogo tra culture. Internazionale per vocazione, il progetto “O’Scia’” allarga i suoi confini al Mediterraneo. Dopo aver suonato nel 2006 a Bruxelles nell’aula plenaria del Parlamento Europeo, nel 2007 al porto di La Valletta sull’isola di Malta, i numerosi artisti che hanno aderito all’iniziativa si esibiranno quest’anno in Senegal, Libia, Marocco e Canarie. Nominato ambasciatore italiano dell’’Anno Europeo del Dialogo interculturale’, Baglioni ha ribadito il ruolo essenziale della arti nel facilitare lo scambio e l’integrazione tra culture. “Tutte le arti popolari – ha spiegato il cantante – spostano gli uomini più dei viaggi. Nata come risposta al dramma dei migranti del Mediterraneo che sbarcano a Lampedusa, la manifestazione ha visto suonare ad oggi ben 160 artisti internazionali nel segno del dialogo interculturale e si allargherà anche ai linguaggi del teatro e del cinema”. “O’Scia’”, che letteralmente significa “Fiato mio”, “Mio respiro” prende il nome dalle parole con le quali la gente di Lampedusa si saluta in modo affettuoso.



