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LAMPEDUSA: Referendum dei leghisti per lasciare Agrigento PDF Stampa E-mail
Scritto da AcquaDiPoppa   
giovedě, 20 dicembre 2007 16:10
ImageI dati della rilevazione annuale, diffusi in questi giorni dal quotidiano «Sole 24 ore», indicano la provincia di Agrigento quale ultima provincia d’Italia per qualità della vita, e la cosa, naturalmente, non piace a molti. «Oramai sono dieci anni che lo sostengo» afferma Angela Maraventano, la vice sindaco leghista del Comune di Lampedusa e Linosa. «Non aspettavo certo che me lo dicesse un giornale che le battaglie che ho compiuto in questi anni erano un grido di disperazione e rabbia, verso chi non tenta nemmeno di migliorare se stesso». Adesso anche le statistiche danno ragione alla pasionaria, tornata da pochi giorni da un incontro leghista, dove lo stesso Umberto Bossi le ha consegnato la fascia di difensore dei cittadini. «Con questo - continua - mi sento maggiormente motivata a continuare la mia battaglia, per far si che le Pelagie cambino provincia». «Ma come si può stare tranquilli nel pensare di fare parte della provincia il cui capoluogo e l’ultima delle città italiane e per giunta noi viviamo a duecento chilometri da questa, nel cuore del Mediterraneo. «Credo inoltre - continua il vicesindaco Maraventano - e questo non è sarcasmo, che cambiando provincia un favore lo facciamo pure a loro (Agrigento), così si toglieranno di dosso questo enorme peso di Lampedusa e Linosa».
Parole al vento? Non diremmo. Nell’ultimo consiglio comunale è stata presentata da un consigliere leghista, una proposta per approntare le pratiche di avvio del referendum cittadino per il cambio di provincia. E non solo lombarde. Nella proposta, oltre Bergamo, sono state inserite altre province siciliane. Le più grosse e comunque purchè non Agrigento. «La proposta è passata tranquillamente - commenta la Maraventano, - questo è un segnale importante, credo che siamo un pò tutti stanchi per come ci trattano. Qui i problemi si moltiplicano per dieci, proprio adesso sto cercando di organizzare con una motovedetta il trasporto dei medici per far si che gli abitanti di Linosa possano fare dei banalissimi prelievi di sangue, mi chiedo se tutto questo nel 2007 è normale. Continuiamo a viaggiare con una nave decrepita, la scuola elementare è chiusa. Tre classi per mancanza di aule nel plesso scolastico, sono ospitate nella canonica della chiesa. A parte la gentile accoglienza, dei politici provinciali, o regionali non ho mai avuto alcun riscontro. Il governo nazionale invece, ci ha promesso un finanziamento per la realizzazione del nuovo plesso scolastico, spero che ciò sia vero perché se questo non dovesse accadere, andremo a prenderci il centro di accoglienza e lo trasformeremo in scuola per i nostri figli».
 
Calogero Maria Sparma
 
Fonte: www.lasicilia.it 

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