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Si è tenuta oggi a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri.
Tra i provvedimenti approvati un Piano di interventi straordinari per il rilancio dell’isola di Lampedusa per un totale di 26 milioni di euro che prevede interventi di riqualificazione urbana, urbanistici e ambientali ed un decreto sull’immigrazione per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari. Tra le altre misure assunte dal decreto, il prolungamento dei trattenimenti nei Cie dagli attuali 6 mesi fino a 18 mesi per consentire le identificazioni.
Il Sindaco di Lampedusa, De Rubeis ha anche incontrato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e quello del Senato, Renato Schifani. Alle 20.30, inoltre, è stato ricevuto a Palazzo Grazioli, residenza del premier Silvio Berlusconi, dove ad attenderlo, oltre al presidente del Consiglio, c’erano anche i ministri Prestigiacomo e Alfano, insieme ai dirigenti della Protezione civile, Lupi ed Aiello.
“Ho chiesto espressamente a Berlusconi – ha detto il sindaco – che l’evento ‘O’Scià’ organizzato a Lampedusa sin dall’anno 2003 da Claudio Baglioni, potesse essere rifinanziato e il presidente, ci ha garantito il suo rifinanziamento. O’ Scià e Baglioni sono un elemento importantissimo per la storia di Lampedusa e non sarebbe stato giusto vederne la fine proprio in un momento così importante per le nostre isole. Partiremo da Roma domani mattina e andremo a Palermo per incontrare il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che durante i giorni difficili di Lampedusa non solo è venuto diverse volte a trovarci, ma ci ha anche dimostrato la sua vicinanza e la sua affezione nei confronti delle nostre isole”.
Sabato, al suo rientro, Dino De Rubeis terrà un comizio a Lampedusa e successivamente a Linosa “per confortare i nostri concittadini – ha detto – e portare al popolo sovrano risultati tangibili. Il problema della immigrazione clandestina è un problema europeo e non è giusto che ancora oggi tutto il peso di questo evento epocale sia quasi esclusivamente sulle nostre spalle
Il Consiglio ha inoltre approvato un decreto legislativo di modifica del codice dell’ordinamento Militare che inserisce il divieto di associazione di carattere militare.