Acqua di Poppa... Lampedusa & dintorni

Berlusconi: approvato un Piano di interventi straordinari per il rilancio dell’isola di Lampedusa

Written by Dominic on 16 giugno 2011 – 20:01

Si è tenuta oggi a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri.

Tra i provvedimenti approvati un Piano di interventi straordinari per il rilancio dell’isola di Lampedusa per un totale di 26 milioni di euro che prevede interventi di riqualificazione urbana, urbanistici e ambientali ed un decreto sull’immigrazione per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari. Tra le altre misure assunte dal decreto, il prolungamento dei trattenimenti nei Cie dagli attuali 6 mesi fino a 18 mesi per consentire le identificazioni.

Il Sindaco di Lampedusa, De Rubeis ha anche incontrato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e quello del Senato, Renato Schifani. Alle 20.30, inoltre, è stato ricevuto a Palazzo Grazioli, residenza del premier Silvio Berlusconi, dove ad attenderlo, oltre al presidente del Consiglio, c’erano anche i ministri Prestigiacomo e Alfano, insieme ai dirigenti della Protezione civile, Lupi ed Aiello.

“Ho chiesto espressamente a Berlusconi – ha detto il sindaco – che l’evento ‘O’Scià’ organizzato a Lampedusa sin dall’anno 2003 da Claudio Baglioni, potesse essere rifinanziato e il presidente, ci ha garantito il suo rifinanziamento. O’ Scià e Baglioni sono un elemento importantissimo per la storia di Lampedusa e non sarebbe stato giusto vederne la fine proprio in un momento così importante per le nostre isole. Partiremo da Roma domani mattina e andremo a Palermo per incontrare il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che durante i giorni difficili di Lampedusa non solo è venuto diverse volte a trovarci, ma ci ha anche dimostrato la sua vicinanza e la sua affezione nei confronti delle nostre isole”.

Sabato, al suo rientro, Dino De Rubeis terrà un comizio a Lampedusa e successivamente a Linosa “per confortare i nostri concittadini – ha detto – e portare al popolo sovrano risultati tangibili. Il problema della immigrazione clandestina è un problema europeo e non è giusto che ancora oggi tutto il peso di questo evento epocale sia quasi esclusivamente sulle nostre spalle

Il Consiglio ha inoltre approvato un decreto legislativo di modifica del codice dell’ordinamento Militare che inserisce il divieto di associazione di carattere militare.


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Lampedusa, Prestigiacomo: diventerà un’isola “oil free”

Written by Dominic on 13 giugno 2011 – 20:01

Si è svolta presso il ministero dell’Ambiente una riunione indetta dal ministro Prestigiacomo dopo la nomina da parte del Consiglio dei Ministri a coordinatore degli interventi per il rilancio di Lampedusa. All’incontro hanno partecipato una delegazione dell’isola guidata dal sindaco De Rubeis che era accompagnato anche da rappresentanti dei commerciati, dei giovani lampedusani oltre che da funzionali del comune, la Regione Siciliana e la Protezione Civile. Era presente anche il cantautore Claudio Baglioni, cittadino onorario di Lampedusa, dove ogni anno organizza il seguito evento “O scià”. Nel corso della riunione sono state affrontate tutte le tematiche relative all’emergenza creata nell’isola dagli sbarchi di migranti degli ultimi mesi con particolare riferimento ai danni per il turismo, principale cespite dell’economia isolana. La delegazione lampedusana ha chiesto in primo luogo interventi di sostegno dell’economia come la sospensione temporanea del pagamento di tributi, contributi e rate dei mutui. Il ministro ha assicurato che vi sarà un intervento del Governo in tal senso. E’ stato quindi esaminato il piano di rilancio socio-economico di Lampedusa annunciato nelle scorse settimane dal Presidente Berlusconi, individuando le principali aree di intervento. In primo luogo è stata decisa attuare per di Lampedusa un modello di sviluppo “oil free”, cioè totalmente basato sulle rinnovabili. Una scelta che si pone anche come opzione di qualificazione del territorio e ulteriore spinta al turismo sostenibile. Si tratta di una strategia articolata che farà dell’isola un modello di sostenibilità ambientale e con un programma di potenziamento del fotovoltaico e dell’eolico, la rivisitazione della mobilità interna attraverso la progressiva sostituzione dei veicoli esistenti con mezzi elettrici, interventi di efficientamento energetico sulle scuole, l’ammodernamento dell’impianto di depurazione, la ripulitura dei fondali dagli scafi affondati nell’ultimo periodo. Nei prossimi giorni si svolgerà un nuovo incontro fra ministero, Regione, Comune e Protezione Civile per definire gli aspetti tecnico-operativi degli interventi.

fonte: www.ilvelino.it


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Petizione O’Scià 2011

Written by Dominic on 9 giugno 2011 – 16:42

Dopo esserci consultati con gli Organi ufficiali a Lampedusa, durante la manifestazione Sùsiti, abbiamo deciso di intraprendere una petizione a favore della manifestazione O’scià che quest’anno rischia di non essere effettuata.
Alleghiamo il modulo per aderire a tale iniziativa da rispedire via mail all’indirizzo: wop@doremifasol.org
Gradita una maggiore risonanza tramite i vostri contatti anche non baglioniani ma che hanno a cuore il destino dell’isola di Lampedusa.

Fonte: www.doremifasol.org


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Musica e solidarietà a Lampedusa per “Susiti”

Written by Dominic on 6 giugno 2011 – 20:21

Musica e solidarietà, parole, esperienza e tanta emozione al concerto degli artisti italiani guidati da Claudio Baglioni per promuovere Lampedusa e la sua ripresa. Per “Sùsiti” dal siciliano ‘alzati’, gli artisti hanno raccontato le emozioni e le esperienze dell’emergenza immigrazione in quattro ore di musica e poesia in un palcoscenico montato a pochi passi dallo stesso mare in cui hanno viaggiato le diverse migliaia di migranti arrivate in Italia.

Hanno partecipato all’evento Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa, Marco Masini, Paolo Vallesi, Povia, Paolo Meneguzzi, Gio’ Di Tonno, Riccardo Fogli, Davide De Marinis, Sonhora, Davide Mogavero, Paolo Mengoli, Sandro Giacobbe, Matteo Beccucci, Sebastiano Somma, i Baraonna, Rosa Martirano e il calciatore Nicola Legrottaglie nelle inedite vesti di cantante.

Pino Insegno ha letto dei brani tratti da alcune lettere scritte dai migranti in fuga dalla propria terra e ritrovate nei barconi dove hanno viaggiato stipati tra i loro connazionali.

La lunga staffetta di Jam Session è stata aperta da dall’Inno di Mameli, eseguito chitarra e voce, da Claudio Baglioni. Tanti poi i duetti. A far calare il sipario sul concertone è stata la canzone “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Scelta fortemente voluta da Baglioni, dato che con il cantante pugliese ormai scomparso era innamorato dell’isola di Lampedusa, tanto da acquistare una casa.

Fonte: www.mtv.it


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Baglioni: contrario a ogni respingimento

Written by Dominic on 23 maggio 2011 – 16:44

Claudio Baglioni: «L’integrazione? I migranti nella mia villa di Lampedusa»
Il cantante: contrario a ogni respingimento. Gli abitanti dell’isola sono pieni di solidarietà. Il ’68? Non l’ho fatto

«E’ vero, sono entrati nella mia casa di Lampedusa. Non una villa di proprietà, come è stato scritto; una casa in affitto. Credo fossero sei o sette tunisini. Non hanno toccato niente, non hanno portato via nulla, neppure una maglietta. Al massimo si saranno scolati qualche buona bottiglia, spero alla mia salute. Prove di integrazione…».

Claudio Baglioni, lei che idea si è fatto di quanto accade sull’ isola?
«Da una parte c’ è la solidarietà dei lampedusani: straordinaria. Li ho visti invitare i naufraghi nelle case per un pranzo o per una doccia, togliersi gli abiti che avevano addosso per vestirli, regalare coperte, andare a comprare il pane e distribuirlo. Dall’ altra parte c’ è la vergognosa impreparazione della politica. Italiana, europea, mondiale».

Lei è contrario ai respingimenti?
«Sì. Sulle barche ci sono uomini perseguitati, famiglie che fuggono dalle guerre, donne che hanno diritto all’ asilo. Consentiamo all’ Onu o alle ong di individuarli nei luoghi di partenza. Come si può riconoscerli in mare, se tutti vengono respinti? Certo gli arrivi devono essere regolati, governati. E qui c’ è un deficit politico enorme. Si parla ancora di emergenza: un’ emergenza che dura da vent’ anni. Ma i movimenti dei popoli avvengono. Tutti si augurano che finiscano da soli. Invece la storia si traveste da geografia, ci presenta il conto dei secoli passati. Nei due anni in cui gli arrivi a Lampedusa si sono interrotti, per via dell’ accordo con Gheddafi, in Italia sono arrivati 600 mila stranieri per altre vie. Ma lontani dalle telecamere».

Però i patrioti tunisini sono nel loro Paese a costruire la democrazia, i patrioti libici a combattere Gheddafi. Chi arriva a Lampedusa è certo mosso dalla disperazione, ma mette le vite delle mogli incinte e dei bambini nelle mani di criminali.
«I trafficanti vanno fermati. Si deve ripristinare la legalità. Ma siamo di fronte a una questione epocale: non può essere un’ occasione di propaganda o di litigio tra politici ignoranti che dibattono di cose di cui non sanno nulla. Dell’ immigrazione si occupa il ministero degli Interni, il che già significa considerarla una questione di polizia; e certo i reati ci sono, bisogna prevenirli e punirli, evitare che i viaggiatori diventino manovali delle mafie. Ma dell’ immigrazione dovrebbe occuparsi il Welfare. Clandestini, stranieri, extracomunitari: le parole stesse ingenerano confusione, criminalizzano».

Che opinione ha di Maroni?
«Se non altro si è dato da fare. Si può non essere d’ accordo con il suo metodo, ma va riconosciuto che ha affrontato una rogna grossa. Certo la ferita di immagine per il nostro Paese in questi giorni è stata grave».

Cosa pensa della guerra in Libia?
«Non l’ ho capita. Era giusto impedire a Gheddafi di massacrare i civili. Ma passare dal baciamano ai missili per ammazzarlo…».

Com’ è nato l’ amore per Lampedusa?
«Era il 1998. Dopo un concerto alla Favorita di Palermo, trovammo un modo per restare ancora insieme, con Fabio Fazio e altri amici: andare a Lampedusa, dove non ero mai stato. Ho scoperto un luogo meraviglioso. E il senso di colpa mi ha indotto a fare qualcosa. Così è nato O’ Scia’ – il fiato, il respiro -, la rassegna che facciamo alla fine dell’ estate».

Che impressione le ha fatto la visita di Berlusconi?
«Gli ho parlato, il giorno dopo. Ho avuto l’ impressione che si sia fatto condizionare dal briefing dell’ ultimo minuto. Se prometti un casinò e un campo da golf, in un’ isola dove l’ acqua si compra dalle navi-cisterna e pure il campo da calcio è in terra battuta, rischi di gettare in gherminella il resto. I lampedusani ne hanno sorriso».

Almeno la casa l’ ha comprata?
«Credo siano stati emessi gli assegni per pagarla. Ma una parte della casa è del demanio marittimo, e il vizio va sanato entro il 30 giugno. Mi sa che sarà dura. Forse ne cercherà un’ altra».

Cosa pensa del premier?
«E’ un’ anomalia che l’ uomo più ricco d’ Italia sia anche il capo del governo. Ma non dobbiamo darlo per finito. Ha ancora grande potere, e grande scatto. Quando cominciai a occuparmi di Lampedusa scrissi a tutti i politici. Molti non risposero neppure. Lui chiamò dopo tre ore, dicendo: “Lo sa che siamo colleghi? Anch’ io compongo canzoni. E mia figlia Marina viene ai suoi concerti”. Andai anche a Palazzo Grazioli. Lui cantò con Apicella, Confalonieri suonava il piano. No, niente donne. Berlusconi doveva essere il primo ospite a una trasmissione con Fazio, L’ ultimo walzer, per cantare “Que reste-t-il de nos amours” di Charles Trenet. Allora era all’ opposizione. Rinunciò all’ ultimo. Qualcuno deve avergli fatto credere che fosse una trappola dei “comunisti”».

Con Fazio faceste «Anima mia».
«Ci misero contro Paperissima, pronosticando un disastro. Fu un trionfo. Ricci non ce l’ ha mai perdonata. Ogni volta a Striscia mi mette tra i “rifatti”».

Invece?
«Mai stato dal chirurgo estetico».

Il Pd come lo trova?
«Un po’ evanescente, anche se Bersani è simpatico. Mi è spiaciuto per Veltroni, che conosco da quando aveva 16 anni. Andavo a prendere qualche ragazza all’ istituto di cinematografia dove studiava anche lui, e già girava con il megafono».

Grillo?
«L’ ho conosciuto come comico di una leggerezza cosmica. Credo abbia una grande amarezza dentro, da quando fu cacciato dalla Rai. Ora dice cose giuste. Ma non puoi candidare sindaco di una grande città un ragazzino senza esperienza. La politica è fatica, studio, preparazione».

In politica non si è mai schierato.
«Dicevano che fossi democristiano, perché a mia insaputa ero finito nel cartellone della campagna contro il divorzio, accanto ad Al Bano. In realtà sono sempre stato a sinistra, anche se non ero comunista, tantomeno maoista, ma riformista. Nelle assemblee facevo il moderatore».

Cosa votò nella Prima Repubblica?
«La prima volta votai partito repubblicano. Poi radicale. Apprezzavo Pannella. Due volte votai Pci. E anche socialista, nei primi anni di Craxi: mi piaceva la novità, la rottura, il coraggio».

Non prese parte al ‘ 68?
«No, arrivai a Valle Giulia due anni dopo. Poi interruppi gli studi e ci sono tornato da adulto, mi sono laureato 5 anni fa. Non ho mai partecipato agli scontri di piazza. Perché nelle divise vedevo mio padre. Sono figlio di un carabiniere».

Un padre brigadiere che scrive poesie.
«Lui. Avevamo idee politiche diverse: io di sinistra, papà monarchico. Ma sono sempre stato fiero di lui, del suo senso dello Stato e del dovere, dell’ onesta assoluta».

Con i colleghi cantautori i rapporti come sono?
«Buoni ma distanti. L’unico con cui sono stato davvero amico è Francesco De Gregori. D’ inverno andavamo insieme a comporre ad Ansedonia, mesi dolenti, in bianco e nero, c’ era anche Concato, talora Venditti. Poi partivamo per viaggi on the road».

Come cominciò l’ amicizia con De Gregori?
«Con un litigio. Lui aveva dato un’intervista antipatizzante, in cui mi definiva cantante melodico accostandomi a Mino Reitano. Io risposi che neppure “Buonanotte fiorellino” era un testo aspro e sconvolgente. Ci cercammo. E ci ritrovammo con due chitarre a suonare “Reginella”. Un’ altra volta andammo a suonare Dylan e i Beatles in strada, a Roma, al Pantheon. Era sabato pomeriggio. Non si fermò nessuno. Decidemmo di passare al nostro repertorio, avevamo già un paio di dischi di successo a testa, ma ci notò solo un giapponese che lasciò cadere una moneta nella custodia della chitarra. Un autentico “scuorno”. Ci soffrimmo entrambi, per motivi diversi: io ero più pop, ma Francesco era più vanitoso».

E l’on the road?
«Decidemmo di andare a trovare Branduardi, che allora era uno sconosciuto al di fuori dell’enclave di Jesi. Quella sera suonava appunto a Jesi. Dormimmo in tre in una stanza. Eravamo senza soldi, così siamo andati a Cesena per rifornirci dal nostro impresario, Libero Venturi. A quel punto De Gregori voleva andare a Parigi. Lo convinsi a ripiegare sulla Marmolada. Viaggiammo tutta la notte, guidai sempre io; eravamo un po’ bevuti, per fortuna non esistevano ancora gli alcol test. Arrivammo alle 6. La macchina si fermò, Francesco e il fotografo che viaggiava con noi scesero a spingere, io ripartii e solo dopo un po’ ci accorgemmo che avevamo dimenticato De Gregori in una radura innevata. Tornai indietro finché non vidi un puntino nero di rabbia in mezzo al bianco. Il giorno dopo ci raggiunse la notizia che Pasolini era morto. Francesco disse subito: “L’ hanno ammazzato”».

Aldo Cazzullo


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Bagnasco: “Non dimenticare Lampedusa”

Written by Dominic on 18 maggio 2011 – 16:08

12:52 – “L’Italia e l’Europa non dimentichino Lampedusa”: è l’invito del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, appena giunto sull’isola. “Lampedusa – ha spiegato il porporato – ha bisogno di essere rincuorata ma anche ringraziata per l’esempio che ha dato. Sono qui per questo”. Bagnasco è entrato, accolto da un forte applauso, nella chiesa parrocchiale dove tra pochi minuti presiederà la messa.
Un grazie ad una comunità che, nella prima fase degli sbarchi, sotto assedio per l’arrivo di migliaia di persone, ha rischiato quasi di passare per razzista, e che invece ha dimostrato generosità, toccando l’apice nell’ultimo naufragio, pochi giorni fa. Poteva essere una tragedia e non lo è stata perché la gente non ha esitato a tuffarsi in mare per prestare soccorso.

Nella sua visita Bagnasco intende anche recarsi al Centro di accoglienza per gli immigrati.

“C’è chi parla molto e fa poco”
” Sono venuto a Lampedusa per incrociare il vostro sguardo per dirvi grazie: la vostra accoglienza fatta di gesti semplici è un esempio per quanti parlano molto e fanno poco”. così il cardinale Angelo Bagnasco rivolgendosi nella sua omelia ai lampedusani per quanto hanno fatto per gli immigrati.

“Migranti, occasione per l’Europa”
Le situazioni gravi come l’emergenza immigrazione rappresentano “un appuntamento al quale la storia chiama l’Europa, per misurare sé stessa, per verificare le proprie intenzioni, per costruire il suo volto nel mondo”. E’ uno dei passaggi centrali dell’omelia. “L’Europa – ha detto – ha una grande opportunità di essere sulla via della vera unità, che è più profonda della via dell’unificazione: quella tocca le giuste procedure, questa plasma l’anima dei popoli”.

Fonte: www.tgcom.it


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LAMPEDUSA SUSITI : 2 – 3 – 4 Giugno 2011!!

Written by Dominic on 11 maggio 2011 – 18:35

Lampedusa: 2-3-4 giugno 2011
Fondazione O’Scia’ , Nazionale Italiana Cantanti e
Associazione Artisti Amici
insieme per
Lampedusa Sùsiti

Solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi, riconoscenza ai soccorritori.

Un grande raduno-concertoa più voci e a più strumenti – venerdì 3 giugno, al porto di Cala Pisana – con Claudio Baglioni e un’intera squadra di interpreti, cantautori e musicisti; concerto anticipato da una partita di calcio amichevole di solidarietà tra la Nazionale Italiana Cantanti(nel trentennale della sua storia) e il Lampedusa Calcio (giovedì 2, presso il campo sportivo) e seguito – nella giornata di sabato 4 – da una serie di performance artistiche itineranti, nei luoghi più suggestivi e simbolici dell’isola.
Sono i momenti salienti di Lampedusa Sùsiti (in siciliano, “alzati, sollevati, tirati su”), la tre-giorni – organizzata da Fondazione O’Scia’ e Claudio Baglioni insieme alla Nazionale Italiana Cantanti NIC e Associazione Artisti Amici AAA – per trasmettere solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi e riconoscenza ai soccorritori.
La tre giorni – che prevederà, tra l’altro, un incontro di ringraziamento a quanti (Forze dell’Ordine, operatori del soccorso, organizzazioni internazionali, mediatori culturali, volontari) dedicano tempo, energie, passione e professionalità alla gente delle pelagie e al popolo di migranti e rifugiati – intende lanciare, all’Italia, all’Europa e a tutto il bacino del Mediterraneo, un messaggio di sostegno, partecipazione e speranza.
Molti tra gli artisti che eccezionalmente animeranno in team questo evento, hanno già portato, individualmente, la loro testimonianza a Lampedusa, in occasione delle edizioni della rassegna O’Scia’, la tradizionale settimana di musica e incontri che tra settembre e ottobre, vede i più grandi nomi dell’arte, della cultura e dello spettacolo italiani e internazionali riunirsi sull’isola, per promuovere il valore dell’integrazione e preservare l’immagine pubblica di una delle aree marine più belle del Mediterraneo e del mondo intero.
Lampedusa Susitisi avvale dell’indispensabile aiuto del Ministero dei Beni e Attività Culturali e di Blue Panorama.

www.fondazioneoscia.it


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Berlusconi a Lampedusa: ‘Svuotata in 48-60 ore

Written by Dominic on 30 marzo 2011 – 20:15

Dal mare al mare: i migranti che arriveranno a Lampedusa non toccheranno piu’ terra, se non i pochi metri quadrati della banchina, prima di essere reimbarcati sulle navi con destinazione Tunisia o altri centri dell’Italia. E’ quanto previsto nel piano del governo, annunciato oggi nell’isola da un Berlusconi in grande spolvero, arrivato poco dopo le 13 e subito attorniato da un bagno di folla davanti alla sede del municipio. Lampedusa, nelle intenzioni del premier, ”sara’ svuotata il 48-60 ore. Il piano di liberazione e’ scattato a mezzanotte”. L’arrivo del Cavaliere era stato preceduto da tensioni, nate da uno striscione strappato a una dirigente di Legambiente, che facendo il verso alle dichiarazioni anti-immigrati di Umberto Bossi, aveva scritto: ”Berlusconi, fora di ball”. Ma e’ bastato che il presidente del consiglio pronunciasse le prime parole al microfono per prendersi la scena: ”Il governo – ha detto – proporra’ Lampedusa come candidata al Nobel per la pace e la solidarieta”’. Da quel momento è stato un crescendo: ”Penso ‘un piano colore’ per l’isola – ha detto il premier – sul modello di Portofino. Arrivando ho visto una situazione di degrado che va corretta, una mancanza di verde che mal si concilia con la rigogliosa vegetazione della vicina Linosa”. E le promesse non finiscono qui: Berlusconi annuncia un casino’, un campo da golf, una scuola, un ospedale e, quello che provoca ancora piu’ entusiasmo è la moratoria fiscale, bancaria e previdenziale, oltre alla dichiarazione della zona franca e alla riduzione del costo del gasolio per i pescatori. Per non parlare del progetto ”burocrazia zero”, secondo il quale ”si possono costruire case – ha osservato il premier – nel rispetto delle norme edilizie e sanitarie, ricevendo solo a cose fatte l’ispezione delle autorità”. L’isola, assicura, ”tornera’ a essere un paradiso”, nel quale il premier ha gia’ preso casa, dando l’annuncio alla folla assiepata a poca distanza dal porto che da due mesi raccoglie la speranza e la disperazione dei migranti. Il presidente del Consiglio annuncia al microfono che ieri sera ha ”scovato su Internet” e subito comprato una casa a Cala Francese, che ha visitato nel pomeriggio. Costo: 1,5 milioni di euro, almeno attenendosi alla richiesta che si legge sul sito. E piu’ tardi, nel corso della conferenza stampa nella base dell’aeronautica, il presidente del consiglio rimarca che l’acquisto lo ha fatto per consentire che si parlasse ancora di conflitto d’interesse: ”Direte – spiega rivolgendosi ai giornalisti – che cosi’ lieviteranno i prezzi degli immobili”. Le stoccate alla stampa non sono mancate, e a chi gli chiedeva i motivi del ritardo che hanno procurato l’emergenza, sottolineando che ieri erano persino mancati duemila pasti, Berlusconi ha risposto: ”Non mi risulta. Su questo c’e’ stata disinformazione. La situazione a Lampedusa non e’ quella descritta dai mass media”. Non si salvano neanche le autorita’ tunisine: ”Quattro incontri sono andati a vuoto – ha detto – prima che riuscissimo a incontrarci con il governo maghrebino”. E al riguardo ricorda che quel governo e’ accusato di non mantenere i patti mentre il ministro degli Esteri di Tunisi e’ stato rimosso. Intanto, mentre Berlusconi lasciava l’isola, sul molo Favaloro la macchina dei soccorsi era in piena attivita’ per ricevere l’ennesimo barcone di immigrati, mentre in banchina la nave Excelsior della Grimaldi cominciava, a buio gia’ calato, l’imbarco di 1.450 migranti diretti a Taranto e da li’ alla tendopoli di Manduria. Alla fonda ci sono anche la nave ”Catania” della Grimaldi e la San Marco della Marina militare, pronte per altri trasferimenti. Tra i migranti, pero’, monta la preoccupazione sul loro destino, e un gruppo ha improvvisato un corteo in via Roma mostrando scritte inequivocabili: ”No al rimpatrio”. E mentre la procura di Agrigento fa sapere che duemila immigrati sono gia’ stati iscritti nel registro degli indagati, le autorita’ sanitarie tornano a parlare di rischio epidemia.

 fonte: www.ansa.it


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Immigrati, Regione apre ufficio periferico a Lampedusa

Written by Dominic on 23 marzo 2011 – 19:40

“Gia’ stasera apriremo a Lampedusa un ufficio del governo della Regione. Saremo sull’isola per stare materialmente vicini alla popolazione e non molleremo la presa fino a quando i problemi non saranno affrontati consentendo il ritorno della situazione allo stato pre crisi”. E’quanto ha affermato  l’assessore regionale per il Territorio e Ambiente della Sicilia, lampedusano di origine, Gianmaria Sparma, nel corso di una conferenza stampa convocata a Palermo con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. “Io per primo andro’ a Lampedusa – ha proseguito – e mi raggiungeranno, man mano, tutti gli assessori che potranno portare il loro contributo”.

Fonte: www.sicilia24h.it


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Messaggio di Claudio Baglioni per i ragazzi di Lampedusa!

Written by Dominic on 15 marzo 2011 – 18:20

 È un po’ di tempo che osservo come i ragazzi e le ragazze di Lampedusa e Linosa,
attraverso forme associative e spontanee, stiano, quasi ogni giorno, mettendo su
iniziative di partecipazione attiva alla vita delle loro isole. Con entusiasmo, creatività,
autonomia, responsabilità. Io sono ammirato dai loro sforzi, sostenuti dai modesti
mezzi che hanno a disposizione, di dire al mondo, di cui sono figli, che essi esistono,
che, come tanti altri e non meno di altri, lottano per vivere e, cosa ancor più grande
e commovente, vivono per lottare. Un esempio per i loro fratelli maggiori, per i padri,
per tutta la comunità. Una voce che è quasi un sospiro, un fiato, un respiro. Ma, se
ti aggiungi, sarà un canto sempre più struggente e bello. Una luce, piccola e incerta,
che se ci rifletti e la rifletti, anche con i tuoi occhi, può diventare un sole abbagliante
e caldo. Un gesto che è appena un segno, un cenno timido e silenzioso. Ma se pure
tu lo ripeti, una volta, due volte, e ancora, con più forza e maggior decisione, diviene
una danza, una marcia, un popolo che avanza. D’altronde, questo viaggio sulla terra
si fa per lasciarla un po’ meglio di come l’abbiamo trovata. Fatelo anche per noi che
camminiamo già da prima e, spesso, siamo stanchi o abbiamo smarrito la strada e
le speranze in riva a un sogno.
Non vi fermate. Andate avanti.
Non mollate. Tenete duro come sapete.
Non smettete. Non arrendetevi finché potete.
Prendetevi la vostra storia. La vostra aria. Il vostro mare.
Prendete il vento e non abbiate timore.
È fatto dello stesso respiro che vi si agita dentro.
 
                                                                                                        Claudio Baglioni

 fonte: www.fondazioneoscia.it


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