Acqua di Poppa... Lampedusa & dintorni

Il vicesindaco di Lampedusa e senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano, non usa mezzi termini per commentare la rivolta scoppiata ieri nell’isola: “I tunisini sono dei criminali vanno mandati via immediatamente e in Tunisia arrestati. Chiederò al Governo di chiedere i danni”.

Una provocazione per rispondere a una popolazione, quella isolana, ormai esasperata? Forse sì, ma che ci spinge a riflettere anche su un altro aspetto della vicenda.

Le scene viste ieri – i giovani tunisini che danno fuoco al Cie, la sassaiola degli isolani contro gli immigrati, gli scontri con la polizia, la caccia all’imigrato in motorino e il sindaco che si barrica nel suo ufficio con la mazza da baseball per evitare di essere linciato – dimostrano forse una sola cosa: che l’immigrazione, in casi come questo, “è una questione di ordine pubblico”, come ha fatto notare l’Associazione nazionale dei funzionari di polizia (Anfp).

E i tunisini, ha sottolineato la senatrice Maraventano, non sono rifugiati di guerra, ma immigrati clandestini. E pertanto, nella maggior parte dei casi, vanno trattati stando alle regole vigenti in Italia per chi soggiorna nel nostro paese senza un regolare permesso. Regole che prevedono anche il rimpatrio.

Che poi le norme per contrastare l’immigrazione clandestina non siano veramente efficaci (come dimostra la spinosa questione delle espulsioni) è davvero un’altra storia. Che andrebbe discussa anche a livello europeo, a Bruxelles, ma che in pochi sembrano volere risolvere.

Fonte: www.panorama.it

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